Domande Frequenti

Protesi

D: La protesi può provocare una recidiva del tumore al seno o altre malattie oncologiche?

R: Assolutamente no. Tutti gli studi scientifici più importanti concordano che non si può dimostrare una relazione tra una recidiva o altre formule tumorali e l’impiego di protesi. In Europa la polemica sulle protesi al gel di silicone ha contribuito alla pubblicazione della direttiva 93/42 EEC, entrata in vigore in tutti gli stati membri dal 15/6/98, dopo un periodo transitorio (dal 95 al 98). In base a tale direttiva le protesi rientravano in una classe di rischio dei presidi medico chirurgici pari a 2. Il 4/2/03 la Commissione europea ha adottato la Direttiva 2003/12, in base alla quale le protesi mammarie sono state riclassificate in Classe 3, che prevede un iter più complesso per ottenere la certificazione di conformità.

 

D: La protesi potrebbe rompersi?

R: Senza un evento traumatico è praticamente impossibile che la protesi si rompa. E comunque sono casi rari anche nel caso di traumi sul seno. E’ però importante, quando si continuano  gli esami di controllo come la mammografia andare in centri specializzati, anche perché la lettura dei risultati radiologici su un seno con la protesi deve essere fatta da medici con esperienza specifica.

 

D: La protesi è compatibile con la chemioterapia e la radioterapia?

R: Indossare le protesi non ha conseguenze sulla chemioterapia e, in generale, viceversa. Invece si deve valutare se fare la radioterapia su un seno ricostruito con una protesi, perché ciò potrebbe sollecitare dei fenomeni di rigetto. Per questo il più delle volte si preferisce fare prima la radioterapia e poi la ricostruzione.

 

D: Dovrò cambiare le protesi in futuro?

R: In termini prettamente tecnici, le protesi sono fatte per durare anche trent’anni. La loro sostituzione dipende da fattori che possono intervenire, come le complicanze suddette. E’ abbastanza frequente che con il trascorre degli anni possano insorgere dei difetti o spostamenti della protesi. Alcune donne finiscono per adattarsi e convivere con una situazione non ottimale, in altri casi è la paziente a chiedere di cambiarla.

 

D: Ci ho pensato a lungo ed anche se potrei essere una buona candidata, non voglio ricorre alla ricostruzione con tessuti autologhi. Preferisco ricorrere alla protesi.

R: Noi chirurghi plastici possiamo proporre quello che la nostra esperienza ci suggerisce essere l’opzione migliore, anche nel lungo termine, ma cosa lei voglia per se stessa e cosa si senta di voler fare è prima di tutto una sua scelta. Il nostro impegno è ora valutare la tecnica con il ricorso alle protesi più adeguata per rispondere alle sue esigenze nel modo migliore.

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Redazione Barbara Fabiani